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Le origini della città di Salerno sono piuttosto incerte; sicuramente esisteva un'antico centro già nel VI-V secolo a.C.: a quella epoca risalgono una necropoli e resti di un abitato etrusco-campano, denominato Irna o forse Marcina. Successivamente la zona fu sotto l’influenza della Magna Grecia, specialmente di provenienza siciliana, come è testimoniato da alcuni ritrovamenti archeologici simili a quelli della zona di Agrigento. Nel 194 a.C. vi fu fondata una colonia romana denominata Salernum - da Salum (mare) e Irnum (il fiume Irno che ancora oggi scorre attraverso la città) - che assunse una importanza via via maggiore fino al IV secolo d.C., quando ebbero inizio una serie di dominazioni "barbariche" fino al 646, quando, conquistata dai Longobardi, entrò a far parte del ducato di Benevento. Nel 786, allorché il principe longobardo Arechi II trasferì la sede da Benevento a Salerno (ciò si rivelò necessario per sfuggire a Carlo Magno e mantenere il controllo di una zona strategica), iniziò un periodo molto positivo della storia della città. Nell’839 il ducato di Benevento fu suddiviso in due stati indipendenti e Salerno divenne capitale di un principato che, soprattutto tra il 1027 e il 1052 sotto Guaimario V, riuscì a diventare potente e ricco. Nella primavera del 1077, dopo un lungo assedio, il condottiero normanno Roberto il Guiscardo conquistò, dopo la città, anche il castello, e proclamò Salerno capitale del proprio dominio, la prima in tutta l’Italia meridionale. Dopo il lungo possesso longobardo, la Salerno normanna visse un periodo di grande fortuna, la fama della sua Scuola Medica si accrebbe, furono edificati il Duomo (tuttora esistente) e la reggia (di cui restano tracce); nel 1084 la città ebbe l’onore di accogliere il Papa Gregorio VII. Anche quando, nel 1127, la capitale fu trasferita a Palermo, Salerno restò la più importante città del regno. Alla fine del XII secolo, con l’avvento degli Svevi, fu dapprima parzialmente distrutta (Enrico VI nel 1194) poi in parte si risollevò ma cominciò a soffrire dell’importanza via via crescente della città di Napoli; né la situazione migliorò con l’avvento degli angioini. Di questo periodo ricordiamo il forte legame con la regina Margherita di Durazzo, che elesse la città a propria residenza ed è sepolta nella cattedrale. Nel 1419 Giovanna II la concedette in feudo a Giordano Colonna, successivamente fu degli Orsini, dei Sanseverino, dei Grimaldi: nel 1590 vennero pagati al governo 80.000 ducati per riscattarla. Sul finire del settecento la fine dell’impero spagnolo segnò l’inizio di una rinascita per Salerno: furono costruite dimore signorili e numerose chiese in tutto il centro storico. Nel 1799 la città di Salerno aderì alla Repubblica Partenopea: nel 1811 con un decreto di Gioacchino Murat fu definitivamente soppressa la Scuola Medica Salernitana, che già da molti anni era in decadenza. Negli anni recenti ricordiamo il ruolo che ebbe l’area salernitana per lo sbarco degli alleati durante la seconda guerra mondiale; inoltre la città fu sede del regio governo guidato da Pietro Badoglio dal 12 febbraio al 15 luglio del 1944.